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Con l’ultima missione in Paraguay effettuata lo scorso Dicembre, si è concluso il Progetto Cultivemos juntos para una vida mejor del GSI costituito da TAMAT e dal Comune di Campello sul Clitunno insieme al partner locale CSERDH – Centro de Servicios y Estudios Rurales de Derechos Humanos.

 

Il progetto, co-finanziato dalla Regione Umbria, ha beneficiato 20 famiglie contadine organizzate nell’Asociaciòn El Triunfo del Distrito de Minga Guazú, (Dipartimento Centrale dell’Alto Paranà), scelta dalla FAO come modello di comunità sostenibile.

Sono state realizzate parcelle per orti di produzione biologica ed eco-sostenibile, è stata fatta formazione ed i progetto ha anche permesso l’acquisto di alcuni piccoli mulini multi-uso ed alcune sgranatrici per la trasformazione dei prodotti stessi. Come ha raccontato sorridendo la signora Mirta “In 30 minuti la macchina fa quello che prima a mano riuscivo a fare in 5 ore….”.

 

Il progetto è inoltre facilmente riproducibile dato che recupera risorse naturali e forma nella loro gestione. Le differenti parcelle di terra servono come “modello moltiplicatore” per le altre comunità del Paraguay, e contribuiscono a formare gli studenti del Distrito che imparano grazie ad attività pratiche.

La Comunidad Campesina El Triunfo si trova in Paraguay, a 239 km da Asunciòn, Distretto di Minga Guazù, Dipartimento dell’Alto Paranà. La capitale del Dipartimento, Ciudad del Este, è conosciuta altresì come la “Triple frontera”, data la confluenza della zona con le frontiere di Brasile e Argentina.

L’Alto Paranà conta con abbondanti risorse acquifere (famose sono le bellissime Cascate di Iguazù) e terre altamente fertili. Come spesso succede però, la terra è accaparrata da imprese agro-esportatrici multinazionali, che si dedicano principalmente alla coltivazione di Soia Transgenica. L’accaparramento di terra (spesso attraverso la violenza ed il ricatto) produce l’espulsione delle famiglie contadine verso le cinture povere urbane.

Le popolazioni contadine che resistono lo fanno in vere e proprie isole nel mezzo di grandi estensioni di coltivazioni per l’export e sono costrette a vivere in un ambiente deteriorato e molto contaminato. Infatti, le coltivazioni per l’export di Soia transgenica provocano una deforestazione massiccia e distruggono le risorse naturali originarie. L’ambiente è sottoposto a fumigazioni indiscriminate con prodotti altamente tossici, che hanno un grave impatto sia sull’ambiente, che sulla salute della popolazione.

Questo provoca conflitti permanenti tra i potentati economici dell’agro-business per l’esportazione e le famiglie contadine che producono alimenti, principalmente per l’autoconsumo ed il mercato locale. Il progetto Cultivemos juntos para una vida mejor ha voluto rafforzare la strenua difesa delle popolazioni contadine contro lo strapotere delle multinazionali della Soia transgenica.

24.01.15

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