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Agriturismo Il Poggiolo. Il Forum "Co.-sviluppo, turismo e imprenditorialità" - organizzato da Tamat in Entourèe e UmbriaMiCo- ha visto la partecipazione dei partner di progetto - quali D’Antilles et D’Ailleurs (Martinica) e C-For-C (Madagascar) - e, tra altri, di Milnord Martinique (Martinica), Objectif Boss Lady (Caraibi) e Zoe onlus (Italia)
 
(AVInews) – Perugia, 24 set. – Sono arrivati da un po’ tutta Italia e addirittura dalla Martinica e dal Madagascar per approfondire il tema del turismo sostenibile e comunitario, condividere esperienze e sviluppare relativi progetti da realizzare nei propri paesi. Nell’ambito del progetto transnazionale Entourée (Entrepreneuriat pour un tourisme responsable, engagé et feminin), che vede come capofila la ong perugina Tamat, a cui collaborano attivamente le associazioni D’Antilles et D’Ailleurs (Martinica) e C-For-C (Madagascar) e finanziato dalla Commissione europea con il programma Erasmus+, si sta svolgendo a Perugia la prima mobilità internazionale a cui partecipano partner e beneficiari, imprese sociali locali e rappresentanti del mondo della ricerca in un programma completo di visite, attività e incontri incentrati appunto sugli obiettivi del progetto.

Gli obiettivi di Entourée. Tra le nostre finalità più concrete e immediate – ha commentato la presidente di Tamat Patrizia Spada – c’è quello di aiutare una cooperativa di donne del Madagascar a realizzare una microimpresa turistica che permetta loro di vivere una vita dignitosa. In Entourée il focus è infatti proprio sullo sviluppo di imprese al femminile nel campo del turismo responsabile, attraverso la cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche. In questa settimana, per esempio, abbiamo in programma di portare i nostri ospiti a visitare aziende che ci possono insegnare molto sulle loro esperienze di successo”.

Forum ‘Co-development, tourism and entrepreneurship’. Tra le iniziative previste da Tamat, sabato 22 settembre, a Pilonico Materno, si è svolto il forum ‘Co-development, tourism and entrepreneurship’ a cui sono intervenuti numerosi esperti del settore per capire come il turismo comunitario possa creare sviluppo nel Madagascar e in Martinica, ma anche in Italia. “Il turismo comunitario – ha spiegato Spada – è una forma di turismo responsabile che permette di utilizzare il capitale umano, culturale e naturalistico dei vari territori senza privarne, snaturare o distruggere chi ci vive, ma anzi fornendogli risorse economiche”. “Crediamo nella condivisione delle competenze e nello scambio di buone pratiche – ha detto Lavinia Ruscigni, coordinatrice di progetto di D’Antilles et D’Ailleurs – per poter promuovere un turismo che rispetti le popolazioni locali, valorizzi la cultura e arricchisca il turista senza però essere di forte impatto ambientale”. 
 
42297445 2158425547555197 3066375099067138048 nL'intervento nel Forum di Marco Fazion, Presidente Lagap. Fazion ha anche guidato (lunedì 24 set) un'escursione nel Monte Subasio, per mostrare al gruppo metodi di valorizzazione delle aree marginali

Il turismo in Martinica. Ruscigni ha così portato l’esempio della Martinica: “Nella nostra isola – ha spiegato – il turismo è una delle prime risorse insieme all’agricoltura e alle distillerie, ma dagli anni Novanta si è trattato di un turismo di massa che ha portato a grandi costruzioni edili e poche ricadute sulla popolazione locale. Il turismo comunitario può essere una risposta a una disoccupazione molto forte, a comunità rurali quasi totalmente abbandonate e a un’emigrazione verso il sud dell’isola e verso la madrepatria francese”.
 
Il modello delle guide ambientali-escursionistiche. Altro esempio, questa volta virtuoso, è stato quello fornito da Marco Fazion, da 20 anni guida ambientale escursionistica e presidente di Lagap, Libera associazione guide ambientali-escursionistiche professioniste, che ha patrocinato l’evento. “Il turismo che facciamo – ha sottolineato Fazion – cerca di minimizzare l’impatto dell’attività turistica attraverso buone pratiche di conservazione della natura e delle culture locali. Ora stiamo provando a lavorare sulla redistribuzione verso tutta la comunità della redditualità che si genera attraverso il turismo sostenibile. Per questo si comincia a parlare di turismo di comunità”. “Purtroppo – ha aggiunto –, il 98 per cento del turismo è ancora di tipo invasivo, ma l’interesse verso quello sostenibile è in continuo aumento: negli anni della crisi ha avuto un incremento annuo tra i 2 e i 6 punti percentuali mentre complessivamente il turismo ha registrato un meno 26-28 per cento. Sta aumentando la consapevolezza di tutto ciò e sicuramente, oggi, il turismo sostenibile è un qualcosa su cui si può investire a livello professionale”.

Nicola Torrini

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